Dieci anni senza Giulio Regeni: Fiumicello unita chiede verità e giustizia senza compromessi

Photo Credits: ANSA/ALICE FUMIS
Redazione WebA dieci anni dalla morte del ricercatore al Cairo, il suo paese si stringe alla famiglia tra memoria, impegno civile e richieste di verità, mentre il processo resta sospeso
DIECI ANNI ALLA RICERCA DELLA VERITÀ
Sono passati dieci anni, ma il tempo non ha attenuato né la ferita né la determinazione. Attorno al nome di Giulio Regeni continua a muoversi una comunità che non ha mai smesso di chiedere chiarezza, trasformando il dolore privato della famiglia in una battaglia pubblica per la verità. Era la sera del 25 gennaio 2016 quando i genitori sentirono il figlio per l’ultima volta. Da quel momento iniziò un vuoto durato nove giorni, fino al ritrovamento del corpo del giovane ricercatore friulano, ucciso in Egitto dopo violenze e torture che hanno segnato una delle pagine più buie della recente storia italiana. Giulio era uno studente brillante, impegnato in un progetto di ricerca legato al sindacalismo egiziano. Ma, come hanno spesso ricordato Claudio Regeni e Paola Deffendi, avrebbe potuto essere il figlio di molte famiglie: un giovane curioso, aperto al mondo, partito all’estero per studiare e capire. Da allora, la loro voce non si è mai fermata, diventando simbolo di una richiesta che va oltre un singolo caso.
IL RICORDO DI FIUMICELLO VILLA VICENTINA
Nel decennale della scomparsa, Fiumicello Villa Vicentina si è stretta ancora una volta attorno alla famiglia. Il paese si è colorato di giallo, il colore che da anni accompagna la scritta “Verità per Giulio”. Nella pista di pattinaggio gremita, tra striscioni, nastri e applausi, si sono alternati momenti di memoria e testimonianze. Un lungo flash mob ha accolto Paola e Claudio Regeni con una standing ovation che ha reso tangibile il sostegno di una comunità mai venuta meno. Alla giornata hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, della magistratura e del mondo civile e culturale. La presenza di figure pubbliche, insieme ai cittadini comuni, ha ribadito come il caso Regeni non sia stato archiviato né nella coscienza collettiva né nelle aule giudiziarie. Durante l’evento è stato presentato anche un documentario dedicato alla vicenda, ulteriore strumento per mantenere viva l’attenzione.
IL PROCESSO
Sul fronte giudiziario, il procedimento che vede imputati quattro alti ufficiali dei servizi di sicurezza egiziani resta sospeso, in attesa di una decisione della Corte Costituzionale. La legale della famiglia continua però a mostrare fiducia, sottolineando come negli anni siano emerse prove e testimonianze decisive, spesso ottenute a costo di enormi rischi personali da chi ha scelto di parlare.
LE PAROLE DI MATTARELLA
Non sono mancate parole dure nei confronti delle scelte politiche e diplomatiche degli ultimi anni, accusate di aver rallentato il cammino verso la giustizia. A ribadire il valore irrinunciabile di questo percorso è arrivato anche il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato come verità e giustizia non possano essere oggetto di compromessi. Dieci anni dopo, la richiesta resta la stessa, semplice e radicale: sapere cosa è accaduto a Giulio Regeni e chiamare i responsabili a risponderne.
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